mercoledì 28 aprile 2010

OTROCI

Giovedì 29 aprile alle 17.30, al Kinemax di Gorizia, si terrà nell’ambito del workshop internazionale di filmmaking “Go Film” – organizzato dal KGŠ (Club degli Studenti di Nova Gorica) in collaborazione con il GO Film Fest ed inserito nel calendario del Mesto Mladih 2010 – e in collaborazione con il Kinoatelje la tavola rotonda

PRODUZIONE AUDIOVISIVA OGGI
La tavola rotonda metterà a confronto esperienze transfrontaliere di produzione audiovisiva. Operatori del settore italiani e sloveni affronteranno, fornendo esempi di buone prassi, le problematiche legate allo sviluppo di diverse tipologie di progetto ed al reperimento di fondi sul territorio regionale.
Interverranno: Maja Malus (responsabile del progetto), Janez Leban (MinK), Antonella Perrucci & Federica Cecchini (Galaxia Produzioni), Alessandro Gropplero (FVG - Fondo Regionale per l'Audiovisivo), Vlado Škafar (autore), Mateja Zorn (Kinoatelje).

Alle 20.45, nell’ambito del Film Video Monitor 2010 – vetrina dedicata dal Kinoatelje alla produzione audiovisiva slovena – e al contempo come avvio del ciclo di proiezioni interno al progetto educativo "Film per i giovani", ed in collaborazione con il Mesto Mladih ci sarà la premiere italiana del documentario

OTROCI (Bambini), regia di Vlado Škafar
Il film, che ha visto la sua anteprima internazionale nel gennaio del 2009 al prestigioso Festival di Rotterdam, verrà presentato in versione originale (sloveno) con sottotitoli in italiano.
sarà presente il regista
leggi la scheda del festival di Rotterdam e guarda il trailer: http://www.filmfestivalrotterdam.com/en/films/otroci/

Vlado Škafar, uomo di lettere, si occupa di diffusione della cultura cinematografica, essendo stato tra le altre cose cofondatore della Slovenska Kinoteka e del festival internazionale Kino Otok – Isola Cinema. Filmografia: Stari most (Il ponte vecchio – 1998); Peterka: leto odločitve (Peterka: l'anno della decisione – 2003); Pod njihovo kožo (Sotto la nostra pelle – 2006); Otroci (Bambini – 2008); Nočni pogovori z Mojco (Conversazioni notturne con Mojca – 2008).

ingresso libero




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lunedì 26 aprile 2010

UN AMORE DI CIORAN

Uscito da poco per le edizioni l'Orecchio di Van Gogh, Per nulla al mondo. Un amore di Cioran, di Friedgard Thoma, a cura di Massimo Carloni. Il libro racconta, attraverso lettere e fotografie, il rapporto che ha legato l'autrice ed Emil Cioran, filosofo e scrittore rumeno, morto a Parigi nel 1995.

Primi mesi del 1981, Friedgard Thoma, allora giovane insegnante tedesca di filosofia e letteratura, folgorata dalla lettura dei Sillogismi dell’amarezza e, soprattutto da L’inconveniente d’essere nati, scrive una lettera d’ammirazione al settuagenario autore di quei taglienti aforismi, che al pari d’un tonico rigenerante hanno rinvigorito il suo animo. Cioran le risponde a stretto giro di posta, invitandola, se mai dovesse passare dalle sue parti, a fargli visita a Parigi. Segue un convulso intreccio epistolare, che culminerà in un romantico incontro parigino, tra boulevards, musei, ristoranti ed Hotel a buon mercato. Nel vecchio filosofo si risveglia una vorace sensualità, evidentemente mai del tutto sopita, un’attrazione carnale verso una donna, che rappresenta per lui un inebriante quanto fatale miscuglio di fascino ed intelligenza. In una parola è amore, senile, ma non per questo meno bruciante e coinvolgente. Costellato da tutti i sintomi del morbo sacro proustiano – telefonate ossessive, versi di poesie, scenate di gelosia – il rapporto s’incanalerà negli anni lungo i binari d’una tenera ed affettuosa amicizia, grazie soprattutto alla saggezza tutta femminile di Friedgard, che coinvolgerà anche la compagna di Cioran, Simone Boué. La narrazione del crepuscolo di vita di Cioran, una delle menti più lucide del secolo, lo seguirà fin nella sua tomba, che tra l’altro visiterà in maniera surreale, ante mortem, accompagnato dalla stessa autrice.

Per nulla al mondo. Un amore di Cioran, di Friedgard Thoma
a cura di Massimo Carloni
traduzione di Pierpaolo Trillini
edizioni l'Orecchio di Van Gogh
euro 14

(fonte: Sito della casa editrice - http://orecchiodivangogh.splinder.com)
recensione da LaStampa.it: www.lastampa.it

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domenica 25 aprile 2010

AGGIUNGI UN TASSELLO

In attesa di parlare più diffusamente della quarta edizione del NodoDocFest, festival di Trieste interamente dedicato al cinema documentario, siamo ben felici di pubblicare quest'appello dell'organizzazione, sperando che siate in tanti a rispondere!


Campagna per il salvataggio del NodoD
ocFest

In un momento così difficile a livello locale e nazionale per le molte iniziative culturali che come il NodoDocFest, portano avanti i loro progetti con passione cercando di allontanarsi dalle dinamiche di unsistema, ci si trova davanti ad un netto bivio: o abbandonare tutto, testimoni di una cecità e di un’indifferenza che porta a lavorare, preparare ed organizzare una manifestazione complessa come un festival totalmente “abbandonati all’ignoto”, o tentare di trovare delle soluzioni che permettano di garantire un minimo di sostenibilità ed un budget basso, ma indispensabile, che permetta ad una realtà come il NodoDocFest di esistere e resistere. La nostra scelta è stata fatta e siamo prossimi alla quarta edizione del NodoDocFest, Festival Internazionale del Film Documentario di Trieste, che si terrà dal 5 al 10 Maggio 2010 al Cinema Ariston.
Ci siamo “chiusi in casa” ed abbiamo lavorato in modo da poter ottimizzare ogni voce di spesa, cercando di trovare delle soluzioni alternative, dimostrando che in un momento così difficile, da parte nostra, uno sforzo ed un sacrificio, ci sono stati e ci sono ancora.
L’esempio inizia fin dal catalogo: stampato e rilegato artigianalmente in una tiratura di 300 copie, rese uniche dal lavoro e le “incursioni” di artisti come Belinda De Vito e Domenico Redavid e di professionisti come Claudio Domini e Gloria Fulgeri.
Abbiamo lavorato sulla “scatola” e non sul contenuto, senza penalizzare la qualità dell’offerta culturale, che anche quest’ anno sarà ricca e diversificata: dagli omaggi ad Ansano Giannarelli, Jean Rouch e Samba Félix Ndiaye alla conferma delle sezioni archINdoc e Rock&Doc, dalle Visioni D’ Oriente al Fondo Usis, dal concorso Panorama ai due documentari di Carole Roussopoulos, a cui questa 4a edizione è dedicata.

Ma nonostante i tagli di spesa e l’autoproduzione dei materiali, da soli comunque non riusciremo a coprire tutti i costi di questa edizione.
E qui sta la nostra scommessa: coprire il budget minimo necessario attraverso il coinvolgimento di tutte le persone che credono nel valore di questa manifestazione e dei tanti che in questi anni hanno partecipato ed incoraggiato il festival a continuare.
E’ nata così questa campagna attraverso cui vi chiediamo di contribuire a salvare la manifestazione pre-acquistando una quota di partecipazione al Festival (il famoso tassello!):

15,00 € - Sostenitore Nodo: accredito per tutte le proiezioni
25,00 € - Annodato NodoDocFest: accredito + catalogo
50,00 € - Annodato Doc: accredito + catalogo + 2 accrediti da regalare ad altre 2 persone + catalogo fotografico o borsetta cotone 100% eco NodoDocFest

Sarà possibile pre-acquistare i tasselli nei seguenti punti vendita:

- Cinema Ariston, Viale Romolo Gessi, 14
- Knulp, Libreria, Bar Equo e Solidale, Via Madonna del Mare, 7
- Libreria In der Tat, Via Armando Diaz, 22
- Libreria Minerva, Via S.Nicolò, 20
- Libreria Lovat, Via XX Settembre, c/o stabile Oviesse, terzo piano

Al momento dell’acquisto sarà rilasciata una ricevuta ed un tassello da presentare al Cinema Ariston dal 5 Maggio 2010, nella serata inaugurale della quarta edizione del NodoDocFest, per ritirare accredito, catalogo ed omaggio (a seconda del sostegno scelto).

A festival concluso, a tutti i sostenitori verrà inviata una mail con i risultati raggiunti e la destinazione dei fondi.

Grazie in anticipo per la vostra fiducia e sostegno!
Associazione Culturale il Nodo

Il sito del festival: http://www.nododocfest.org


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sabato 24 aprile 2010

HANEKE 10 VOLTE VINCITORE

Ieri sera sono stati proclamati i vincitori dei Deutscher Filmpreis, assegnati dalla Deutsche Filmakademie. Come previsto, la parte del leone l'ha fatta Michael Haneke, che si è portato a casa ben dieci Lola, come sono anche chiamatigli Oscar tedeschi: Miglior Film, Miglior sceneggiatura, Miglior regia, Miglior attore protagonista, Miglior attrice non protagonista, Miglior fotografia, Miglior scenografia, Migliori costumi, Miglior trucco e Miglior suono. Una vera e propria incetta, per quanto meritata.
Vediamo anche gli altri premi, fra cui segnalo quello per la Miglior colonna sonora ai Notwist per STURM di Hans-Christian Schmid (secondo miglior film e Miglior montaggio), presentato in anteprima italiana a gennaio al Trieste Film Festival:

Miglior Film – secondo classificato
STURM di Hans-Christian Schmid

Miglior Film – terzo classificato

DIE FREMDE di Feo Aladag

Miglior Documentario
DAS HERZ VON JENIN di Marcus Vetter, Leon Geller

Miglior film per bambini

VORSTADTKROKODILE di Christian Ditter

Miglior Attrice protagonista
Sibel Kekilli per DIE FREMDE

Miglior Attore non protagonista
Justus von Dohnányi per MÄNNERHERZEN
Miglior Montaggio
STURM di Hans-Christian Schmid

Miglior colonna sonora
NOTWIST per STURM

Sito ufficiale
: www.deutsche-filmakademie.de



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giovedì 22 aprile 2010

RUSSIE! MEMORIA / MISTIFICAZIONE / IMMAGINARIO

Cento anni d’arte, dallo Zar a Stalin, a Putin. Tre Russie: dall’Impero all’Unione delle Repubbliche Socialiste Sovietiche alla nuova Federazione.
Le mette in mostra, ed è un evento per molti versi eccezionale, l’Università Ca’ Foscari Venezia in una rassegna certamente emozionante che apre oggi 22 aprile e sarà visitabile fino al 25 luglio a Ca’ Foscari Esposizioni. La mostra, dal titolo "RUSSIE! MEMORIA/MISTIFICAZIONE/IMMAGINARIO. Arte russa del ‘900 dalle collezioni Morgante e Sandretti" è curata da Giuseppe Barbieri e Silvia Burini.

Eccezionale, perché è la prima volta che in Italia un’esposizione presenta organicamente l’intero Novecento russo e lo fa attingendo a due grandi collezioni private, entrambe italiane, tra le più importanti di arte russa al mondo e in gran parte sconosciute: quelle create da Alberto Morgante e da Alberto Sandretti. Emozionante perché consente di rileggere e rivivere la storia di una nazione che ha influenzato come poche altre la storia del mondo per tutto il secolo.
Una storia in cui l’arte ha avuto un ruolo primario, di volta in volta strumento di memoria, mistificazione, riappropriazione. L’immaginario di un grande popolo è stato, oggettivamente, influenzato dai messaggi veicolati dagli artisti. Il “radioso avvenire” è diventato realtà nelle immagini di un regime più che nella quotidianità della vita.
La mostra indaga gli sviluppi della cultura figurativa russa e sovietica dalle avanguardie di inizio secolo al realismo socialista degli anni '30-'50, fino all’underground, per concludere con alcune opere degli anni '90.
Il Realismo socialista è stato forse il più grande esperimento mediatico mai compiuto: all’arte fu affidato il ruolo di trasformare la materia prima dell’ideologia in immagini e miti destinati al consumo di massa. Le arti figurative, ma anche l’architettura e il cinema, ebbero due principali funzioni: la propaganda e la costruzione del mito del radioso avvenire. Oggetto della propaganda non era la realtà, almeno non nelle forme concrete della vita quotidiana, ma il mito che l’arte era destinata a creare.
Centrale è la raffigurazione del leader, soprattutto la monumentale iconografia di Stalin che prosegue e sviluppa quella di Lenin. Questo il senso della grande attenzione riservata, in mostra, al manifesto di propaganda (Majakovskij, Rodčenko, Nal’bandjan, Klucis). I manifesti nacquero nell’ambito dell’attività di agitazione politica, che doveva coinvolgere la massa con un discorso “facile” ed emotivamente trascinante: celebrare un “nuovo mondo” in cui, secondo il famoso slogan di Stalin, “vivere è diventato più allegro”, mostrato in tutto il suo splendore attraverso le realizzazioni “virtuali” del comunismo.
La grande illusione contribuisce anche alla mistificazione dello spazio: la costruzione suprema, il centro dei centri del paese dei soviet doveva essere il monumentale Palazzo dei Soviet che non fu mai costruito, ma venne percepito comunque come esistente.
Saranno esposte inoltre opere straordinarie, di artisti del simbolismo e dell’avanguardia prerivoluzionaria come Benois, Končalovskij, Larionov, Gončarova, Ekster, Chagall, Kandinskij, Malevič, Tatlin, Fal’k e altri. Si tratta dei protagonisti che in buona misura hanno guidato e indirizzato tutta l’avanguardia mondiale. Stalin, senza riuscirci, provò a eliminare questa memoria fondamentale, nascondendo per anni le opere di questi artisti alla vista del pubblico e negando la possibilità anche fisica di qualsiasi tipo di dissenso.
Solo la scomparsa di Stalin, l’avvento del disgelo e il nuovo indirizzo politico di Chruščev consentirono la timida nascita di un'arte non ufficiale. I pittori presero a esporre nelle proprie cucine, spazio privilegiato di quegli anni, e i poeti leggevano le loro opere in casa. La pretesa degli artisti non conformisti (Rabin, Nemuchin, Kandaurov, Sitnikov, Kalinin, Jakovlev, Bulatov) non era quella di far valere un dissenso politico in modo ufficiale: esprimevano un dissenso “linguistico”, non volevano più usare la lingua del potere.

Negli spazi di Ca’ Foscari viene inoltre ricostruita una parte della Biennale del Dissenso che si tenne a Venezia, con grande rumore, nel 1977, segnando la definitiva consacrazione dell’underground moscovita: ben 26 opere provenivano anche allora dalle collezioni Sandretti e Morgante. A fine percorso alcune opere di artisti degli anni '90 riprendono in modo diverso ma coerente i tre grandi temi della mostra, la memoria dell’avanguardia, la mistificazione del realismo socialista e l’immaginario della pittura non ufficiale, in modo tale da comunicare come tutto il '900 russo sia pervaso da linee di tendenza coerenti, per la prima volta riunite in un’unica esposizione, elementi di un unico e affascinante puzzle. Questo grazie al fatto che le due collezioni che la mostra di Ca' Foscari presenta offrono uno spaccato davvero consistente di una vicenda culturale che non si può semplificare se non rischiando di banalizzarla.
Tuttavia, è necessario ricostruire e visualizzare le diverse Russie, descrivendone anche l’atmosfera e la temperatura emotiva. Ciò sarà possibile grazie all'impiego di soluzioni innovative e di tecnologie multimediali d'avanguardia, tali da coinvolgere il visitatore nel contesto storico russo e sovietico considerato nelle diverse sezioni della mostra.
L’iniziativa, promossa dall'Università Ca' Foscari Venezia e dalla Regione del Veneto, è sostenuta dalla Fondazione Alti Studi sull’Arte di Venezia, con il contributo di Enel, in collaborazione con Banca Popolare FriulAdria-Crédit Agricole, Terra Ferma Edizioni, Simest e Gruppo Masserdotti .
Il catalogo della mostra è a cura di Terra Ferma Edizioni

Apertura al pubblico: da giovedì 22 aprile a domenica 25 luglio (tutti i giorni, escluso martedì, 10-18). Ingresso a pagamento: intero € 7; ridotto (minori di 15 e maggiori di 60 anni; visitatori delle istituzioni con cui sono attivi rapporti di reciprocità, tra cui Guggenheim Collection e Fondazione Cini; soci e dipendenti FriulAdria) € 5; ridotto (studenti e docenti delle Università italiane, gruppi scolastici, gruppi di più di 10 persone, residenti nel Comune di Venezia, dipendenti Enel con accompagnatore) € 3; gratuito per docenti, studenti e personale di Ca’ Foscari, ulteriori agevolazioni per i sostenitori della mostra.
(fonte: comunicato stampa ufficiale)

LINK UTILI:
Sito ufficiale: www.russie.it
Ufficio Stampa: Studio ESSECI – Sergio Campagnolo tel. 049.663499 info@studioesseci.net www.studioesseci.net

Informazioni e prenotazioni: 041.2346947

Università Ca’ Foscari Venezia, Servizio Comunicazione e Relazioni con il Pubblico tel. 041 2348118-8113
Segreteria scientifica della mostra tel. 041 2346234


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