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venerdì 11 dicembre 2009

LE CITTÀ VISIBILI: VIENNA

Vienna è considerata una delle città chiave dell'immaginario cinematografico occidentale, un luogo quasi mitico per le sue vicende storiche e culturali, il cui fascino ha saputo alimentare centinaia di film in tutto il mondo. Dopo Parigi, Berlino e Madrid, è proprio Vienna la protagonista della quarta edizione della rassegna "Le Città Visibili", che dal 14 al 20 dicembre propone al Cinema Trevi e nell'Auditorium del Goethe Institut un'esplorazione di opere di registi austriaci del passato poco conosciuti in Italia (da Willi Forst a Wolfgang Glück a Maximilian Shell), riporta alla luce l'opera di cineasti del calibro di Ernst Lubitsch, Julien Duvivier, Max Ophuls, Josef von Sternberg, senza dimenticare il Carol Reed del celeberrimo Il terzo uomo. Si è poi voluto mostrare il ribaltamento dell'immagine tradizionale della città avvenuto a partire dagli anni '50 grazie all'opera di autori d'avanguardia come Peter Kubelka (che sarà l'ospite d'onore del festival), Valie Export e Kurt Kren, fino a giungere alla Vienna sofferta dei capolavori di Michael Haneke. Non mancano le grandi coproduzioni come Amadeus di Milos Forman o Prima dell'alba di Richard Linklater, nonché rarità imperdibili come 1° Aprile 2000, unico esempio di fantascienza austriaca degli anni '50 in cui un'astronave atterra davanti al Castello di Schonbrunn.
Evento di apertura lunedì 14 dicembre, alle 20.45 presso l'Auditorium del Goethe Institut la versione restaurata de La via senza gioia di Georg Wilhelm Pabst con Greta Garbo e con le musiche dal vivo eseguite dal pianista Antonio Coppola. Peter Kubelka sarà ospite della serata-evento di giovedì 17 dicembre alle 21.15 al Cinema Trevi.
La manifestazione è promossa dalla Regione Lazio - Assessorato alla Cultura, Spettacolo e Sport, dal Centro Sperimentale di Cinematografia - Cineteca Nazionale e dall'Associazione Culturale La Farfalla sul Mirino, in collaborazione con Österreich Institut, Ente Nazionale Austriaco per il Turismo e Goethe Institut Rom.

Programma completo, info e approfondimenti sul sito del Centro Sperimentale di Cinematografia


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martedì 1 dicembre 2009

TERTIO MILLENNIO FILM FEST

La XIII edizione del Tertio Millennio Film Fest torna a riflettere sul rapporto tra il cinema e la contemporaneità. Forme di resistenza è il titolo scelto quest'anno per accomunare le anteprime e i Focus della rassegna, partita ieri al Cinema Trevi di Roma con Popieluszko di Rafal Wieczynski (già al festival di Roma) e che proseguirà fino al 6 dicembre.
Oltre a un interessante focus sull'Iran, segnaliamo per gli appassionati cinema dell'est la rassegna "A est d’Europa. Forme di un cambiamento", che "raccoglie alcuni dei migliori autori di cinema documentario provenienti dalle repubbliche ex sovietiche, formatisi per lo più in Russia poco prima dello sfaldamento e del crollo dell’impero sovietico, successivamente dedicatisi al cinema come terreno di ricerca estetica ma contemporaneamente come luogo della possibile formulazione d’un discorso critico" (per citare testualmnete l'introduzione del catalogo ufficiale della rassegna, scaricabile integralmente dal sito). La sezione è iniziata oggi con i documentari Predstavlenje (Russia-Germania-Ucraina, 2008, 35mm, 82') e Landschaft (Germania-Russia, 2003, 35mm, 60'), di Sergei Loznitsa o Loznica, autore famigliare al pubblico del Trieste Film Festival (Predstavlenje è stato presentato in anteprima italiana proprio a Trieste quest'anno, Landschaft in una delle scorse edizioni). Si continua domani con tre film del lituano Audrius Stonys: Varpas (Lituania, 2007, video, 56'), Neregiu Zeme (Lituania, 1992, 35mm, 18') e Uostas (Lituania, 1998, 35mm, 10'). Il 3 dicembre sarà invece la volta di Nino Kirtadze con Un dragon dans les eauz pures du Caucase (Francia, 2005, video, 90') e Durakovo: le village des fous (Francia, 2007, 91'), cui faranno seguito il 4 Mein Bruder. We'll Meet Again (Germania, 2005, 35mm, 57') e Material (Germania, 2009, 166', formati vari, presentato in anteprima al Festival dei popoli, di cui abbiamo parlato QUI) di Thomas Heise. Infine, il 5, Cosmic Station di Bettina Timm (Germania, 2008, 35mm, 30'), V temnote (Russia-Finlandia, 2004, 35mm, 40') e Chlebnyy den (Russia, 1998, 35mm, 55') del regista di Tulpan, Sergej Dvorcevoj.
Lo stesso giorno, segnalato in anteprima italiana (termine che francamente non comprendiamo, visto che era a Venezia quest'anno dove ha pure vinto il premio Fipresci) Lourdes di Jessica Hausner, in uscita nelle sale italiane in febbraio.
In sostanza, per quanto riguarda "A est d'Europa" nulla di inedito, ma sicuramente molti buoni film interessanti degli ultimi anni, un'occasione per il pubblico dei festival di rivedere o ripescare qualcosa e per il grande pubblico di scoprire autori nuovi, ottimo punto di partenza per chi ancora non conosce il cinema di queste aree.

Sito ufficiale: http://www.tertiomillenniofilmfest.org



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