giovedì 21 gennaio 2010

SI PARTE: LA 21a VOLTA DEL TRIESTE FILM FESTIVAL


Finalmente ci siamo! Mesi di lavoro stanno per diventare realtà, questa sera alle 20.00 al Teatro Miela, apre la ventunesima edizione del Trieste Film Festival. Si comincia subito con un super ospite (e non sarà l'unico di questa edizione): Goran Paskaljevic presenterà al pubblico triestino il suo ultimo film HONEYMOONS. Prima co-produzione serbo-albanese, il film è stato presentato con successo all'ultima Mostra del Cinema di Venezia. La proiezione delle 20.00 (a invito) sarà seguita da una seconda proiezione del film, alle 22.30, questa volta a biglietto. Da domani si entrerà nel vivo del festival. Preparatevi, abbiamo qualcosa come 130 film da mostrarvi! Il programma completo lo trovate sul sito www.triestefilmfestival.it, visibile e scaricabile in forma completa o giorno per giorno. Novità di quest'anno le tramine dei film: se non avete ancora la vostra preziosa copia del programma di sala sul sito trovate tutti i film riassunti in due illuminanti righe!
Ci vediamo questa sera al Miela. Se volete entrare già un po' nello spirito della serata, di seguito il trailer (con sottotili in francese) del film d'apertura:




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lunedì 18 gennaio 2010

IL NASTRO BIANCO VINCE ANCORA

Dopo la Palma d'Oro a Cannes, il premio come Miglior Film Europeo e una lunga serie di riconoscimenti importanti, DAS WEISSE BAND-Il nastro bianco di Michael Haneke vince anche il GOLDEN GLOBE come miglior film straniero! Un vero trionfo per un film che affronta in modo diretto il tema delicato delle radici della violenza e lo fa in un modo esteticamente per nulla "friendly". Dato che i Golden Globe sono spesso un ottimo viatico per gli Oscar, staremo a vedere se Haneke riuscirà a portarsi a casaanche l'ambita statuetta. Noi incrociamo le dita!


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lunedì 11 gennaio 2010

ERIC ROHMER (1920-2010)


Si è spento questa mattina a Parigi, all'età di 89 anni, Eric Rohmer. Il cinema perde così uno dei suoi grandi maestri.

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sabato 9 gennaio 2010

DAVID LYNCH SI BATTE PER ŁÓDŹ

In dicembre abbiamo riportato la notizia, data da Cinecittà News, secondo cui David Lynch aveva annunciato, nel corso del Camerimage Festival, che intende creare uno Studio a Łódź in Polonia, città dove ha sede una delle scuole di cinema più importanti d'Europa (basti pensare che ha sfornato autori come Andrzej Wajda, Krzysztof Kieslowski e Roman Polanski, solo per citarne alcuni). In realtà, il rapporto di Lynch con la città è iniziato nel 2000, quando vi girò buona parte del suo Inland Empire. Nel 2006, l'idea di creare una fondazione insieme al direttore del Camerimage, Marek Zydowicz, e ad Andrzej Walczak (co-proprietario di una delle principali holding immobiliari polacche) per trovare i fondi necessari a restaurare un complesso di edifici dismessi per farlo diventare un polo produttivo all'avanguardia. Il progetto prevede sale di missaggio, post-produzione e registrazione capaci di ospitare un'intera orchestra sinfonica e strutture per la post-produzione e il montaggio del suono. Nell'ambito del progetto di riqualificazione del centro città, si è poi aggiunto un polo culturale di grandi dimensioni (progettato dall'archistar Frank Gehry, i cui genitori sono originari della stessa Łódź e presentato sempre a dicembre nel corso del festival), dove dovrebbero trovare posto gli uffici del Camerimage, quattro sale cinematografiche, due auditorium per concerti (uno grande e uno piccolo), oltre a un ampio spazio scoperto. Com'è facile capire, una meravigliosa occasione per la città di rilanciare il proprio paesaggio urbano. Oltretutto, questo sarebbe il primo edificio pubblico di Gehry in Polonia. Sembrava che tutto stesse procedendo bene: dopo lo stanziamento di cui sopra, l'ingresso nella cordata di sostenitori anche del direttore della fotografia premio Oscar Vittorio Storaro, il consiglio comunale aveva approvato il progetto di Gehry. Ora, pare che lo stesso consiglio stia ritirando il proprio appoggio all'iniziativa. Lo stesso David Lynch, che segue gli amici polacchi di Camerimage e cerca di dare la massima visibilità alla loro iniziativa, ha indirizzato al consiglio comunale un accorato appello, che recita così: "Cari consiglieri, vi scongiuro di non lasciarvi sfuggire l'occasione di far crescere la vostra città. Vi supplico, fate qualunque cosa in vostro potere affinché i vostri figli e i vostri nipoti siano orgogliosi di vivere in una delle città più interessanti d'Europa. Non trascurate l'enorme potenziale contenuto in progetti di questo tipo. Non c'è infatti alcun dubbio che progetti simili attirino folle di visitatori da ogni dove, siano essi artisti, imprenditori o turisti.” Nelle ultime ore, Lynch sta postando su Twitter una serie di appelli e di aggiornamenti sull'evolversi della situazione. Pare che si stia svolgendo un sit-in nel palazzo del Comune per convincere il consiglio a rivotare e a ritornare sulle proprie decisioni. Speriamo che gli amici polacchi riescano a trovare un punto di incontro con gli amministratori locali, che come spesso accade sono – per miopia politica o incapacità personale – insensibili e sordi al potenziale economico e sociale contenuto nelle iniziative a sfondo culturale. Anche quelle di livello internazionale come quella di Łódź. Purtroppo, è difficile trovare notizie aggiornate in tempo reale sulla rete che non siano in polacco.
(nella foto a destra, David Lynch, Frank Gehry e Marek Zydowicz.

Intanto, vi consiglio di seguire Lynch su Twitter: http://twitter.com/DAVID_LYNCH
QUI, Frank Gehry parla del progetto
QUI, invece, si spiega meglio la questione economica (traduzione dal polacco all'inglese di Google)


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mercoledì 6 gennaio 2010

FINALMENTE FANNY!

Quiz per cinefili: cos'hanno in comune film tanto diversi come Finalmente domenica di Truffaut, 8 donne e un mistero di Ozon, La famiglia di Scola, Callas Forever di Zeffirelli (oltre all'evidente fatto di essere stati diretti da grandi registi e aver segnato in modi diversi la storia del cinema e del costume)? Tutti sono stati interpretati da una delle attrici più affascinanti e indimenticabili della seconda metà del ventesimo secolo: la musa del cinema francese e mito vivente Fanny Ardant! Potrete quindi immaginare la nostra emozione quando abbiamo avuto la conferma che “Fanny” (come la chiamiamo ormai fra noi negli uffici) sarà ospite del Trieste Film Festival, protagonista di un evento eccezionale ovvero il suo esordio alla regia. Presentato a Cannes lo scorso maggio, dove l'autrice è stata omaggiata con una proiezione speciale, il film si intitola Cendres et sang. Perché abbiamo scelto di presentarlo (addirittura come evento speciale di chiusura del festival)? La vicenda è, in realtà, molto legata ai paesi di cui si occupa da vent'anni il festival perché inizia in Francia, dove la protagonista vive, ma racconta anche il suo ritorno a casa, in quella Romania che il nostro pubblico ha imparato a conoscere al di là degli stereotipi e delle convinzioni limitanti anche – e di questo andiamo fieri – grazie ai film che abbiamo scelto di inserire nei nostri programmi con frequenza sempre maggiore negli ultimi anni. La storia è quella di Julia, che da anni vive a Marsiglia con i tre figli, dove si è trasferita dopo la morte del marito, avvenuta quasi dieci anni prima. Dopo anni trascorsi nel rifiuto di rivedere la propria famiglia e tornare nel proprio paese, cede ai loro desideri e accetta un invito al matrimonio di un loro cugino. I quattro partono per trascorrere l'intera estate in Romania, alla riscoperta delle proprie origini e del passato. Il ritorno della donna riaccende però vecchi odi fra clan rivali. La spirale di violenza si mette in moto in modo inesorabile e a parlare sarà il sangue. Una storia forte, quindi (ispirata dal libro dello scrittore albanese Ismaïl Kadaré), che la Ardant ha voluto fin da subito trasferire su pellicola, tanto da scrivere lei stessa anche la sceneggiatura. Al progetto si è appassionato immediatamente Paulo Branco (già produttore, fra gl altri, di De Oliveira, Wenders, Ruiz), il quale si è unito all'avventura, così come hanno fatto tanti amici della Ardant, Gérard Depardieu in primis, aiutandola a reperire i fondi necessari a realizzare il film. Il film, che si avvale della splendida fotografia di Gérard de Battista e della presenza di ottimi attori (Ronit Elkabetz, una delle più note attrici israeliane, tanto per dirne una) tocca temi complessi, come quello della violenza. Proprio a questo proposito, l'autrice ha dichiarato: “Tutto quello che perdiamo o conquistiamo è spesso il risultato di una violenza, anche di una violenza subita. Sopportiamo cicatrici di ogni genere, risultati di quello che abbiamo accettato. Nel raccontare la storia di questa famiglia, volevo parlare dei segni lasciati dalla violenza, dalla sopraffazione, dall'autorità della legge e dall'umiliazione...”

Il film verrà presentato il 28 gennaio al Cinema Ariston, dove la Ardant incontrerà il pubblico in sala prima dell'inizio della proiezione e dopo la premiazione della 21 edizione del festival. Chissà se ci svelerà i suoi progetti futuri, magari per un altro film come regista...
Comunque sia, non vediamo l'ora! Siete tutti invitati!

www.triestefilmfestival.it
infoline: 040 3476076

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