mercoledì 29 aprile 2009

TRACCE DI MURO_secondo appuntamento!

Continua il viaggio cinematografico in quello che è stato definito “il più strano, crudele e ambizioso esperimento di controllo del pensiero del ‘900”. Dopo l’apertura di lunedì scorso con il documentario Die Mauer e il capolavoro di Wim Wenders, Il cielo sopra Berlino, un secondo appuntamento con altri due film: COMING OUT di Heiner Carow e HEDWIG - LA DIVA CON QUALCOSA IN PIÙ di John Cameron Mitchell.
Cominciamo a parlare un po' del primo.

Coming Out (Germania Est 1989) è il primo e unico film gay (e che racconta una storia d’amore omosessuale) prodotto dalla DEFA (studi cinematografici di stato) nella Germania Est. La sua prima presentazione pubblica è legata a un avvenimento molto particolare. Venne infatti proiettato per la prima volta proprio il 9 novembre 1989 a Berlino, la notte in cui cadde il Muro. A metà proiezione venne data la notizia che il Muro stava crollando, ma la maggioranza degli spettatori chiese di poter vedere il film fino alla fine prima di andare a unirsi alle manifestazioni di piazza. Tanto era rivoluzionario quello che accadeva dentro al cinema- per la prima volta un film a tematica omosessuale veniva proiettato in una sala della DDR - da far dimenticare per un po' l'altro grande evento che si stava consumando al di fuori di esso, le prime brecce in un muro che divideva la città (e l'Europa) da 28 anni, lo sgretolarsi di un simbolo, la fine di un'epoca. Spiega molto bene com'è andata uno dei protagonisti, l'attore Matthias Freihof, in una testimonianza pubblicata su La Stampa il 17 aprile scorso: "Quella sera della prima di «Coming out» arrivai in tempo per la fine della prima proiezione, fui accolto con grandi applausi e l'incontro con stampa e pubblico lo facemmo in un'altra saletta. La discussione era durata per tutta la seconda proiezione, a cui ci aveva raggiunto verso mezzanotte Dagmar Manzel, l'attrice che era la mia partner nel film, arrivata in taxi da uno spettacolo in un altro teatro. Attraversando la città aveva visto tantissima gente per le strade e precisò che aveva sentito dire che sarebbe stato aperto il muro… e noi, increduli, le rispondemmo con una battuta ironica. Più tardi mi avevano riferito che avevano comunicato la notizia in sala, ma molti spettatori avevano preferito vedere il film fino alla fine prima di andare a ovest: tutto sommato si trattava del primo (e unico) film a tematica gay nell'ex Germania socialista!" (per leggere l'articolo completo, clicca qui)
Mathias è stato nei giorni scorsi ospite del GLBT Film Festival, che ha riproposto il film nella sezione dedicata al ventennale della caduta del Muro.
Ecco una clip del film in cui compare proprio un giovane Matthias Freihof:



E ora un po' di trama: il giovane professore Philipp Klahrmann ha una relazione con Tanja, una sua collega di lavoro. Una sera incontra Matthias e fra i due nasce una passione. Matthias lo invita alla sua festa di compleanno e, dopo la festa, passano la notte insieme. Il rapporto tra Philipp e Tanja si deteriora, ma anche Matthias non riesce a sopportare di essere l'amante occasionale di Philipp e comincia a frequentare assiduamente i bar alla ricerca di altri uomini...
Heiner Carow nasce nel 1929 a Rostock. Comincia la sua carriera artistica nei teatri per i giovani e, nel 1950, si trasferisce a Berlino dove inizia a insegnare alla Deutsche Film Aktiengesellschaft (DEFA) e, dal 1952 al 1956, ne diventa il direttore educativo. Nel 1956, esordisce alla regia con Sheriff Teddy. Nel 1973, gira il suo film più famoso e piccolo film culto della cinematografia della Germania Est: Die Legende von Paul und Paula, storia di un amour fou tra due giovani proletari berlinesi attorno a Alexanderplatz. Con Coming Out vince l'Orso d’argento alla Berlinale nel 1990. Morirà a Berlino nel 1997.

Per info generali o sulla rassegna “Tracce di Muro” chiamate lo 040 3476076 o visitate il nostro sito www.alpeadriacinema.it


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domenica 26 aprile 2009

AL VIA TRACCE DI MURO!


“Berlino era ancora una città divisa. Ci vivevano due popoli diversi, sebbene evidentemente parlassero la stessa lingua. Il cielo era l’unica cosa che a quei tempi unisse la città.” (Wim Wenders)



Comincia domani lunedì 27 aprile la rassegna Tracce di Muro. Berlino 1961-1989, con il primo dei 5 appuntamenti previsti. Ecco in dettaglio il programma della serata, che si svolgerà al Cinema Ariston:

ore 18.30 DIE MAUER (Il Muro) di Jurgen Böttcher, Germania 1990, col. & b-n, 99’ (v.o. tedesca, sott. italiani).
Memorabile documento sullo smantellamento del Muro e, allo stesso tempo, requiem per un paese al quale il cineasta e pittore Jürgen Böttcher era stato legato per 40 anni da uno stretto rapporto di amore e odio. Vediamo il Muro fotografato da turisti giapponesi, smembrato pezzo dopo pezzo da bambini di origine turca che ne staccano i frammenti per venderli, utilizzato da innumerevoli gruppi di cameraman di tutto il mondo come sfondo pittoresco.
Böttcher e il suo cameraman Thomas Plenert si limitano a fissare con la macchina da presa le molteplici attività lungo quella che una volta era la "striscia della morte", consapevoli che in quel momento ogni giudizio distruggerebbe la forza e l'unicità delle immagini. L'unico “commento” presente è rappresentato dalla proiezione di materiale d'archivio su un segmento del muro: così le immagini viste migliaia di volte, risalenti al periodo attorno al 13 agosto 1961, non solo diventano sopportabili ma, in virtù dello sfondo inedito, assumono una dimensione del tutto nuova. La mostruosa opera di costruzione al centro di Berlino – per più di 25 anni simbolo della guerra fredda – diventa attraverso lo stratagemma del regista schermo stesso della sua propria storia.
Jürgen Böttcher, classe 1931, dopo essersi diplomato all’Accademia di Belle Arti di Dresda, aveva iniziato la sua attività di pittore, cui si sarebbe aggiunta negli anni ’60, quella di regista. Nel 1961 entra come regista al dipartimento documentari della DEFA, (gli studi cinematografici dell'ex Germania est) dove rimarrà fino al 1990. Nel 1965, realizza un lungometraggio, che viene però censurato. Poco dopo aver girato il suo documentario sul Muro, annuncia di volersi ritirare dal cinema per dedicarsi alla pittura. Tornerà a dirigere, nel 1999, un video che riprende il lavoro di alcuni artisti durante una mostra.



ore 20.30 IL CIELO SOPRA BERLINO di Wim Wenders, Germania Ovest 1987, b-n & col., 130’, con Bruno Ganz, Otto Sander, Solveig Dommartin, Peter Falk (v. italiana).
Il cielo di Berlino è popolato da angeli. Fra loro, Damiel e Cassiel, i quali prendono nota di ciò che fanno e di ciò che pensano gli esseri umani. Gli angeli possono vedere gli uomini, benché il loro sguardo sia relegato al bianco e nero, e leggere nei loro pensieri senza essere visti, se non dai bambini, che sono gli unici ad accorgersi della loro presenza. Damiel e Cassiel si mescolano ai pensieri e alle esistenze degli abitanti di Berlino, divisi nella loro città da un muro che essi stessi hanno eretto, riempiono di annotazioni i propri taccuini e si scambiano le informazioni che hanno trascritto sugli esseri umani. Periodicamente si ritrovano con altri angeli che subiscono la loro stessa condizione spirituale nella Biblioteca Nazionale, dove si reca anche il vecchio Omero, che impersona una sorta di memoria storica della città.
Nello sguardo di Wenders, Berlino diventa metafora di ogni genere di frontiera, ma anche di tutto ciò che al mondo è diviso, spezzato, non più ricomponibile e, in quanto tale, unico luogo possibile di verità, l’unico luogo al mondo dove persino un angelo può arrivare a desiderare di possedere un corpo fisico…


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martedì 21 aprile 2009

TRACCE DI MURO - BERLINO 1961-1989




A vent’anni di distanza da quel 1989 che ha visto la caduta del Muro, l'
Associazione Alpe Adria Cinema e il Goethe Institut di Trieste, in collaborazione con il Cinema Ariston, organizzano la rassegna cinematografica: “TRACCE DI MURO - BERLINO 1961-1989” nell'ottica di offrire originali spunti di riflessione su uno degli eventi storici che ha cambiato il corso della storia del XX secolo. 10 i film di questo primo appuntamento, che si terrà al Cinema Ariston di Trieste dal 27 aprile al 1° giugno: dal documentario Die Mauer di Jurgen Böttcher girato nel 1990, lucida testimonianza su quella fatidica giornata del 9 novembre 1989 e su quello che successe a Berlino nei mesi a venire, a classici come Il cielo sopra Berlino di Wim Wenders e Berlin, die Symphonie einer Grosstadt (Berlino - Sinfonia di una grande città) di Walter Ruttmann, a Coming Out di Heiner Carow l’unico film a tematica omosessuale uscito in Germania Est e Hedwig - La diva con qualcosa in più, il gay-musical di John Cameron Mitchell, fino all’irriverente Toto’ e Peppino divisi a Berlino di Giorgio Bianchi.

[leggi la notizia completa sul sito di Alpe Adria Cinema]




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