martedì 21 settembre 2010

DALLA GUERRA AGLI OSCAR

CRNCI (The Blacks) di Goran Dević e Zvonimir Jurić, in concorso lungometraggi nell'ultima edizione del Trieste Film Festival, è stato selezionato dalla Film Artists' Association di Croazia come candidato locale all’Academy Award per il Miglior Film in Lingua Straniera.

Il dramma bellico minimalista ha vinto il Premio al Miglior Film a Ljubljana, Belgrado e Linz, e quelli per il Miglior Regista e il FIPRESCI a Cottbus. Al Pula Film Festival 2009, ha ricevuto il Premio al Miglior Regista per Juric e Devic, il riconoscimento al Miglior Attore non Protagonista (Niksa Butijer) e quello per il Miglior Sound Design (Dubravka Premar).

SINOSSI: Guerra. Una città sotto assedio. La tregua è stata firmata da poco e la squadra nota come i neri, che portavano a termine tutti i lavori sporchi, deve essere sciolta. Il comandante ivo, che ha perso tre dei suoi uomini, prepara l’azione per recuperare i loro corpi nella foresta e, nonostante il cessate il fuoco, fa saltare una diga causando gravi perdite al nemico. I membri superstiti della squadra, perseguitati dal senso di colpa e dai dubbi personali, passano all’azione. Sul campo di battaglia, scopriranno che il nemico che stanno cercando si nasconde nel luogo in cui meno se lo aspettano: dentro di loro. Il film ha vinto il premio per la miglior Regia, miglior attore non protagonista e miglior sound Design al Festival di Pola e il Premio per la regia a Cottbus.

COMMENTO DEGLI AUTORI: “La ragione per cui abbiamo deciso di scrivere e realizzare questo film è l’idea che abbiamo in comune secondo cui l’unico modo corretto per trattare argomenti traumatici, come quello della guerra, è quello di affrontarli in modo traumatico. Cosa intendiamo esattamente con ‘in modo traumatico’? Che argomenti spiacevoli e importanti vanno trattati tramite un procedimento volto a ottenere un effetto disturbante, che non calmi lo spettatore, ma piuttosto lo induca a pensare.”
(G. Dević, Z. Jurić)

sinossi e commento sono tratti dal catalogo ufficiale della 21a ed. del Trieste Film Festival, consultabile integralmente in basso a destra sulla home page di questo blog)


Share/Save/Bookmark

venerdì 17 settembre 2010

DOCUMÈ CHIUDE

Con tristezza riportiamo il comunicato ufficiale con cui DOCUMÈ - circuito indipendente per la promozione del documentario di Torino annuncia la forzata CHIUSURA per mancanza di fondi pubblici. Esprimiamo ovviamente tutta la nostra solidarietà all'associazione, che sentiamo vicina per tutti i problemi che sta affrontando. Ci auguriamo che la città di Torino si stringa attorno all'associazione come merita e che non si debbano contare altri "caduti" per (mancanza di) fondi pubblici, situazione indegna di una nazione civile.

"Cari amici,
sono passati sette anni dall'inizio del nostro viaggio, siamo arrivati davanti al mare ma non abbiamo una barca per attraversarlo, ci dobbiamo fermare.
Abbiamo fatto il possibile e molto spesso di più, con le piccole cose che potevamo mettere in gioco, con l'aiuto del tantissimo pubblico, degli organizzatori delle serate e soprattutto degli autori che ci hanno sostenuto; non è bastato.
Nel momento in cui scriviamo non abbiamo notizie in merito al pagamento di quanto a noi dovuto dagli enti per i progetti già realizzati (Regione Piemonte e Città di Torino in primis per 2008 e 2009) e non abbiamo notizie sui finanziamenti per il 2010; la pianificazione finanziaria non è più possibile e con questo la progettualità, viviamo in un paese dove le politiche culturali sono inesistenti, dobbiamo pagare pegno ad una ormai potentissima offensiva rivolta alle idee, sicuramente il momento più triste per la cultura nel nostro paese.
Il problema non è solo la crisi; i soldi pubblici per la cultura - nonostante gli ulteriori drammatici e vergognosi tagli - ci sono sempre stati e continuano ad esserci. Oltre a parlare dei tagli bisognerebbe dunque parlare degli sprechi, dei soldi dati a vanvera, dell’inesistenza di un sistema vero di valutazione e restituzione dei risultati, lo facciamo ora.
Noi - insieme a tante altre piccole associazioni - abbiamo dovuto combattere (ed abbiamo perso) contro la mancanza di regole per l'assegnazione dei fondi, dovuta in buona parte (ed è già sufficientemente penalizzante) alla necessità politica di mantenere il controllo sulle dinamiche "personalistiche" di distribuzione dei contributi (affermazioni tristi si, ma frutto di elementi ormai più che concreti).
Salvo i pochissimi bandi disponibili, la mancanza di trasparenza è totale, a livello statale, regionale e cittadino; non si può sapere su quali basi un progetto viene sostenuto ed un altro no, non ci sono regole che confermino o smentiscano i meriti dei progetti presentati, solo la discrezionalità del decisore.
Aggiungiamo a questo l'assurda ed ormai consueta pratica di costringerci a fare da banca sui contributi concessi, ma erogati dagli enti con ritardi che ormai possono raggiungere anche i due anni (noi in particolare attendiamo dalla Regione Piemonte e dalla Città di Torino un totale di circa 35.000 euro, con una media di ritardo di oltre 15 mesi, ed interessi ovviamente a nostro carico).
Per finire - estremamente problematica - la mancanza di qualsiasi programmazione in tempi ragionevoli; questo significa che gli enti sono in grado di rispondere, in merito ai progetti presentati, solo nell'ultimo trimestre dell'anno (per progetti relativi all'anno in corso), con la conseguenza di vedere le iniziative concentrate solo in questo periodo , cosa assurda di per se, oltre che penalizzante per i cittadini e per chi propone iniziative stabili, cioè presenti sul territorio in tutto l'arco dell'anno; questa è la logica “dell'evento”, voluta dalla politica, a cui abbiamo finito per abituarci stupidamente un po' tutti.
Dunque ad oggi

a) non siamo in possesso di risposte sui possibili finanziamenti 2010 (è quasi ottobre, noi stiamo lavorando come sempre da gennaio).
b) stiamo ancora aspettando 35.000 euro a saldo di attività svolte nel 2008 e 2009, ovviamente da noi già pagate ai nostri interlocutori.
Su entrambe le voci non riceviamo risposte sui tempi e sui modi: non si sa nulla.

E’ evidente che dopo sette anni in queste condizioni dobbiamo gettare la spugna, questo è (era) il nostro lavoro e non una iniziativa alla quale abbiamo dedicato sporadiche energie una tantum.
Sui motivi per cui la cultura - soprattutto la cultura indipendente e non commerciale - deve essere sostenuta preferiamo non inoltrarci, questo semplicemente perché continuare a ribadire ovvietà, indiscutibili in qualsiasi paese civile, ci pare oltremodo offensivo ed umiliante.
Ultimamente è la stessa politica ad invitarci a rendere più “commerciali” i nostri progetti, segno che si è perso completamente il senso delle cose, come se in ospedale ti obbligassero a comprare un chinotto per avere in regalo una flebo: se ci sono soldi per la cultura, anche se sono pochi, bisogna usarli bene e soprattutto a favore di quelle iniziative di qualità (e necessarie) che per natura non potranno mai trovare sponde commerciali, quella cultura che non può e non deve essere costretta a diventare un accessorio da allegare ad una birra o ad un cioccolatino.

In sostanza, questi sono i colpi sotto i quali dobbiamo cedere, con grande difficoltà, imbarazzo ed un profondissimo senso di amarezza.
L’Associazione chiuderà in pareggio in tempi tecnici che dovrebbero ragionevolmente protrarsi fino a dicembre 2010, lasceremo la nostra sede già da fine settembre e rimandiamo dunque al nostro sito web per eventuali aggiornamenti tecnici relativi alle tante azioni pratiche (le nostre mail ed i riferimenti telefonici rimarranno ovviamente funzionanti per ogni esigenza).
Il viaggio, per noi e per le persone che ci hanno sostenuto è stato meraviglioso, ma è terminato.
Crediamo che Documè abbia portato qualcosa di concreto, nonostante i tanti errori, che evidentemente non potevano mancare anche da parte nostra; ci auguriamo che tutto questo possa fornire spunti di riflessione per il futuro (per sapere cosa ha fatto documè in questi anni rimandiamo al nostro sito www.docume.org).
Solo un grazie ai tantissimi amici che ci hanno accompagnati e seguiti: il pubblico, gli autori, gli organizzatori in tutta Italia, quelli che sanno che le parole per ringraziarli non basteranno mai.

x Associazione Documè
Giuliano Girelli"

Per info e aggiornamenti rimandiamo al sito dell'associazione: http://www.docume.org/




Share/Save/Bookmark

SE GLI EDIFICI POTESSERO PARLARE...



Wim Wenders intervistato da Hans Ulrich Obrist. Il regista tedesco presenta alla Biennale Architettura If Buildings Could Talk..., un film in 3D sul Rolex Learning Center all'EPFL Campus di Losanna. (segnalato dal canale della Biennale)


Se gli edifici potessero parlare...

...alcuni di loro ci sembrerebbero Shakespeare.
Altri parlerebbero come il Financial Times,
altri ancora glorificherebbero Dio o di Allah.
Alcuni si limiterebbero a sospirare,
alcuni canterebbero a voce alta le loro lodi,
mentre altri mormorerebbero con pudore poche parole,
non avendo nulla da dire.
Alcuni sono morti del tutto e non parlano più...

Gli edifici sono esattamente come le persone.
Vecchi e giovani, maschi e femmine,
orrendi e bellissimi, grassi e magri,
ambiziosi e pigri, ricchi e poveri,
aggrappati al passato
o protesi verso il futuro.

Non fraintendetemi: questa non è una metafora.
Gli edifici ci parlano DAVVERO!
Hanno dei messaggi per noi, ovviamente.
Alcuni VOGLIONO realmente avere con noi un dialogo costante.
Ci sono quelli che preferiscono prima ascoltare con attenzione.
Probabilmente vi sarete accorti di una cosa:
ad alcuni di essi piacciamo molto, ad altri meno
ad altri ancora non piacciamo affatto.

Gli edifici, come le persone, sono soggetti all'azione del tempo
ed esistono in un mondo tridimensionale.
Ecco perché il nostro film è in 3D.
E' un invito a girovagare,
a sperimentare e ad ascoltare, per una volta.

L'edificio che incontrerete
è particolarmente garbato e amichevole,
un luogo penato per imparare, leggere e comunicare.
Contiene colline e vallate (sì, anche lì esistono)
che sono ansiose di accogliervi,
di aiutarvi, di esservi d'aiuto
e di essere, nel senso più alto della parola,
un luogo di incontro.

(Wim Wenders, luglio 2010, traduzione nostra dall'inglese)

Sito ufficiale di Wim Wenders: http://www.wim-wenders.com/index.htm


Share/Save/Bookmark

domenica 12 settembre 2010


DOPPIETTA PER ESSENTIAL KILLING DI SKOLIMOWSKI! IL REGISTA VINCE A VENEZIA IL PREMIO SPECIALE DELLA GIURIA MENTRE VINCENT GALLO CONQUISTA LA COPPA VOLPI PER LA MIGLIOR INTERPRETAZIONE MASCHILE!

La Coppa Volpi per la MIGLIOR INTERPRETAZIONE FEMMINILE è andata invece ad Ariane LABED per il film ATTENBERG di Athina Rachel TSANGARI (Grecia), mentre l'OSELLA per la Miglior Fotografia l'ha conquistata Mikhail KRICHMAN per il film OVSYANKI di Aleksei FEDORCHENKO (Russia).
Il LEONE DEL FUTURO - PREMIO VENEZIA OPERA PRIMA (LUIGI DE LAURENTIIS), la cui giuria era presieduta da Fatih Akin, è andato a COGUNLUK (MAJORITY) di Seren YÜCE (Turchia).
Infine, PREMIO ORIZZONTI CORTOMETRAGGIO a COMING ATTRACTIONS di Peter TSCHERKASSKY (Austria) e VENICE SHORT FILM NOMINEE FOR THE EUROPEAN FILM AWARDS a THE EXTERNAL WORLD di David OREILLY (Germania)
Di tutti questi film avevamo parlato QUI


Share/Save/Bookmark