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lunedì 3 maggio 2010

COSÌ LONTANO, COSÌ VICINO

Con grande piacere ricordiamo ai nostri lettori che sta per tornare VICINO/LONTANO. Identità e differenze al tempo dei conflitti, una delle manifestazioni più interessanti del panorama culturale del Friuli Venezia Giulia. Dal 6 al 9 maggio sono oltre 70 gli appuntamenti, fra incontri, dibattiti, mostre e proiezioni – che animeranno la città di Udine. Occasioni diverse di confronto, approfondimento e divertimento per provare a comprendere la complessità del mondo in cui viviamo e tentare di rispondere alle sfide del presente.
La manifestazione prenderà l’avvio già mercoledì 5, alle 21, al Teatro Nuovo Giovanni da Udine con uno spettacolo di impegno civile di e con Gian Antonio Stella e Gualtiero Bertelli ispirato all’ultimo libro di Stella Negri, froci, giudei & Co. Una combinazione di monologo e musica, fotografie e filmati, contro tutti i razzismi.
Vicino/lontano 2010 aprirà poi ufficialmente i battenti giovedì 6 maggio, alle 18.30, davanti alla chiesa di San Francesco, da sempre palcoscenico principale della rassegna. Tra gli ospiti di questa edizione: il Premio Nobel per la pace Shirin Ebadi, Carlo Galli, Aldo Schiavone, Loretta Napoleoni, Lucio Caracciolo, Derrick de Kerckhove, Renzo Guolo, Marco Tarchi, Marino Sinibaldi, Philip Jenkins, Carmen Lasorella, Laura Boldrini e Gianni Vattimo. Sono queste alcune delle personalità del mondo della cultura e dell’informazione che si confronteranno sui temi di vicino/lontano 2010: dalla legalità e dal rispetto delle regole ai disegni destabilizzanti delle mafie, dalle paure che inquinano il nostro vivere sociale alla necessità di costruire una nuova idea di cittadinanza a fronte dei flussi migratori; dalla crisi economica in Europa alla “metabolizzazione” di guerre e conflitti nel mondo; dal ruolo dell’informazione all’urgenza di ridefinire un’etica che informi il nostro agire pubblico.
Nel cuore della manifestazione ci sarà, come sempre, la cerimonia di consegna del Premio letterario internazionale Tiziano Terzani, quest’anno attribuito dalla giuria a Umberto Ambrosoli, per il suo racconto-verità Qualunque cosa succeda (Sironi). Il premio sarà consegnato a Ambrosoli – al Teatro Nuovo Giovanni da Udine – da Angela Terzani, presidente della giuria, sabato 8 maggio, nel corso di una serata condotta da Enrico Mentana.
Arricchiscono la manifestazione due importanti novità: un calendario di proiezioni per accompagnare con le immagini dibattiti e incontri – tra cui un videoreportage di Fabrizio Gatti, Premio Terzani nel 2008 – e un “Focus Paese” dedicato alla Romania.
Per il tradizionale appuntamento con il reportage fotografico, l’edizione 2010 di vicino/lontano presenta alla Galleria fotografica “Tina Modotti” (ex Mercato del Pesce), in collaborazione con Medici Senza Frontiere e l’Istituto Europeo di Design di Milano, la mostra inedita “Crisi dimenticate” con le immagini di dieci grandi fotografi che hanno documentato altrettante guerre ed emergenze umanitarie.

FOCUS ROMANIA

Gli appuntamenti del focus sono realizzati a cura del Laboratorio sull’Europa centro-orientale di vicino/lontano, nato due anni fa, in collaborazione con l’Università degli Studi di Udine, dalla constatazione che in Italia vi è una conoscenza troppo limitata, e per lo più settoriale, di un’area che ha visto negli ultimi due decenni cambiamenti decisivi. Tra le “questioni aperte” che vicino/lontano si propone di affrontare, l’assetto della Nuova Europa (tema molto caro ad Alpe Adria Cinema) riveste dunque un ruolo centrale, assetto che necessita di essere indagato complessivamente: dalla politica all’economia, dalla storia alla sociologia, dalla lingua alla letteratura e alle arti in generale.

Sabato 8 maggio, alle 11.30, sotto la Loggia del Lionello, il giornalista dell’Espresso Tommaso Cerno inviterà lo scrittore Dan Lungu, uno dei più amati e rappresentativi scrittori della nuova generazione (in italiano sono stati tradotti Il paradiso delle galline e Sono una vecchia comunista) e i colleghi Beatrice Comanescu, direttrice di TVR International, canale internazionale della tv pubblica romena, e Cristian Pantazi, caporedattore di HotNews.ro, a confrontarsi sul tema della “nostalgia” nelle nuove generazioni romene, defraudate di un passato che non hanno vissuto, ma che trasfigurano grazie alle leggende metropolitane raccontate dai padri. Un secondo dibattito, dedicato ai temi della legalità, degli scambi economici e dei movimenti migratori, è in calendario, sempre alle 11.30, il giorno dopo, domenica 9 maggio. Ne saranno protagonisti Viorel Badea, senatore per i rumeni all’estero; Pietro Cingolani, antropologo; Ioan Iacob, console per le relazioni commerciali al Consolato generale di Romania a Trieste e Paolo Sartori, direttore dell’Ufficio regionale di coordinamento informativo del Dipartimento della Pubblica sicurezza italiano a Bucarest. L’incontro sarà moderato dal giovane studioso della cultura e della società romena Daniele Pantaleoni e vedrà l’intervento di Catalin Avramescu, consigliere di Stato nell’amministrazione presidenziale della Romania.
Nella sezione “Storie” di vicino/lontano 2010, sabato 8 alle 17, il poeta e scrittore Mihai Mircea Butcovan, in dialogo con la giornalista romena Gabriela Preda, corrispondente dall’Italia di Prima Tv, racconterà la sua storia di immigrato sbarcato a Milano come dalla Luna e del suo amore per una bella ragazza brianzola, rivelatasi poi leghista militante.

Proprio la porzione di programma dedicata alla Romania vede per la prima volta anche la collaborazione di Alpe Adria Cinema. Come sa chi segue le attività dell'associazione e il Trieste Film Festival, AAC è stata una delle primissime realtà in Italia ad occuparsi di questo paese, contribuendo a farlo conoscere attraverso le sue opere cinematografiche. E' quindi con piacere che abbiamo aderito all'invito di contribuire con alcuni consigli di "visione".
Sabato 8 maggio, alle ore 15.30, e domenica 9 alle 15.00, sempre presso l'Oratorio del Cristo, sarà presentato in due parti I racconti dell'età dell'oro (Romania, 2009, col., 155', di Hanno Höfer, Razvan Marculescu, Cristian Mungiu, Constantin Popescu, Ioana Uricaru), l'opera collettiva che ha avuto la supervisione di Cristian Mungiu (4 mesi, 3 settimane, 2 giorni). Il film, presentato a Cannes nella sezione "Un certain regard", è stato distribuito in Italia qualche mese fa in forma ridotta, mentre a Udine sarà invece possibile vederne la versione completa dei 6 episodi originari. Il film, che racconta in chiave (auto)ironica sei diverse sfaccettature della vita ordinaria di un popolo, umiliato dalla stupidità di un regime prossimo al tramonto e ridotto alla fame da un insopportabile debito pubblico, testimonia ancora una volta la freschezza e il livello della cinematografia rumena, confermati dalla presenza costante nei principali festival internazionali di opere provenienti da questo paese.
Sito ufficiale del film: http://www.talesfromthegoldenage.com/

Di seguito, il programma completo in .pdf di Vicino/lontano:


vicino/lontano - programma 2010

E il programma completo in .pdf delle proiezioni:


vicino/lontano - calendario proiezioni 2010

Per informazioni e per consultare il programma completo della rassegna: www.vicinolontano.it
tel. 0432-201408

Ufficio stampa nazionale
Mara Vitali Comunicazione
stampa@mavico.it
tel. 02-70108230

Ufficio stampa locale
associazione culturale vicino/lontano
info@vicinolontano.it
tel. 0432-229852 – 287171



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venerdì 29 maggio 2009

TALES FROM THE GOLDEN EAST

Si è concluso domenica scorsa il Festival di Cannes. Quest'anno il premio "Un certain regard" va alla Grecia con Kynodonthas - Canini, di Yorgos Lanthimos. Al romeno Corneliu Porumboiu il premio della giuria. Molto forte il debutto del serbo Vladimir Perišić con Ordinary People. La Romania convince, la Serbia sorprende, ma è la Grecia per una volta a vincere. Kynodonthas - Canini di Yorgos Lanthimos ha ricevuto il premio della sezione "Un certain regard", mentre il romeno Politist Adjectiv di Corneliu Porumboiu (“A est di Bucarest”) si è dovuto accontentare del premio della giuria. Quest’ultimo film, una storia su cosa sia la giustizia e sulla responsabilità individuale, avrebbe meritato il concorso. Ha però avuto il premio Fipresci per la stessa sezione, molto interessante, parallela alla competizione principale (dove non c’erano pellicole dell’area balcanica). [] Corneliu Porumboiu ha confermato il proprio valore con una pellicola forte, universale, che conferma lo stile del film precedente (piani sequenza lunghi, dialoghi sottilmente ironici) ma con temi diversi. Ora è la confusione morale, della Romania ma anche del mondo intero, l’oggetto d’osservazione del regista. Cristi (Dragos Bucur) è un giovane poliziotto che ha l’ordine di arrestare un ragazzino di famiglia borghese che ha “offerto” hashish a due compagni di scuola. Il suo capo (Vlad Ivanov) vuole che lo becchi in flagranza di reato. Cristi osserva i ragazzi, indaga, cerca prove per risalire ai trafficanti e non vuole intervenire colpendo chi consuma droga. “Le leggi stanno cambiando come è già successo nel resto d’Europa, e io non voglio avere sulla coscienza la colpa di aver rovinato la vita a dei ragazzi”, ragiona. L’ufficiale vuole che sia rispettata la legge in vigore (“Uno stato di polizia? Ah ah, tutti gli stati sono stati di polizia” lo deride) e in un lungo faccia a faccia sembra convincerlo con il suo cinismo spietato. Il fatto è che tra i due manca un linguaggio comune, danno alle parole significati diversi: il discorso del poliziotto è più vicino al pensiero dello spettatore comprensivo e dalla mentalità aperta, quello del maggiore in grado più rispondente alle definizioni del vocabolario. Il risultato è spiazzante. E il linguaggio cinematografico scelto da Porumboiu è il valore aggiunto del film. [] Cristian Mungiu, l’altro regista romeno incluso nel "Certain regard", ha confermato grande intelligenza, oltre alle capacità registiche e di scrittura. Dopo l’exploit di “4 mesi, 3 settimane, 2 giorni” ha evitato di sottoporsi a un esame vero, portando a Cannes un film a episodi diretti con altri quattro registi (solo Costantin Popescu era noto all’estero per il corto “Smiling Yellow Face”). Tales from the Golden Age è un insieme di barzellette ambientate negli ultimi anni dell’era Ceausescu con famiglie che cercano di arrangiarsi come possono. [] Molto forte il debutto del serbo Vladimir Perišić con Ordinary People, inserito nella "Semaine de la critique". Siamo in un luogo non specificato dell’ex Jugoslavia all’inizio della guerra. È mattina presto, un bus trasporta un gruppo di sette soldati di un reparto speciale verso una destinazione sconosciuta. Tra loro la ventenne recluta Dzoni, che dopo il servizio militare è rimasto nell’esercito per non restare disoccupato. Fa caldo, i soldati aspettano tra edifici abbandonati e prati assolati senza riuscire a capire quale sia la missione. Dopo una lunga attesa, arriva un altro bus, carico di giovani da uccidere a sangue freddo, come un plotone d’esecuzione. A fatica tutti fanno il loro “dovere”, anche l’impaurito Dzoni. Quando arriva il secondo turno la scena si ripete. Più avanti il giovane dovrà superare la prova “di maturità” uccidendo un ragazzino che prova a ribellarsi. Sono persone comuni che hanno perso all’improvviso l’innocenza e sono diventate strumenti del male. La sera il bus carica di nuovo i soldati, ma un’interruzione della strada li blocca in un villaggio. Dzoni e poi gli altri rifiutano di aiutare un altro reparto nell’eliminare i nemici adducendo la stanchezza. La speranza di una catarsi, che i giovani recuperino la loro umanità dopo essersi piegati alla follia assassina. Perišić lo rende con pochi dialoghi, scene scarse, spiegazioni essenziali e una violenza mostrata e raccapricciante ma senza alcun compiacimento. (fonte: l'articolo, di Nicola Falcinella, è tratto da http://www.osservatoriobalcani.org)



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